Frijole e licoli

Anche quest’anno è arrivato il carnevale e ovviamente noi lo boicottiamo alla grande 🙂

Ma non posso rinunciare alle Frijole, dolce tipico che si fa in Sardegna in questo periodo. L’anno scorso ho provato a farle, ed ero soddisfatta ma quest’anno in maniera del tutto inaspettata sono entusiasta del risultato. Ho preparato l’impasto utilizzando il LiCoLi (lievito in coltura liquida), non avevo grandi aspettative e invece… una bomba.
Il tutto fatto lunedì sera prima di andare a dormire, farina 1, limone, liquore al finocchietto, acqua e licoli. Martedì sera la massa era ben lievitata e così via in una bella frittura in olio extravergine d’oliva.

Ovviamente non sono venute bellissime come le fa mia mamma, che devo ancora capire come riesca a gestire un impasto semiliquido con le mani (lei le fa con il buco come se fosse una ciambella io le ho fatte lunghe) ma temo che questo rimarrà un mistero della fisica 🙂

frijole

La ricetta molto approssimativa:

700gr di farina 1
1 limone grattugiato
2 cucchiai di liquore al finocchietto
2 cucchiai di LiCoLi
Acqua a occhio, la massa deve essere molto molto morbida
Si unisce il tutto “sbattendo” l’impasto da sotto a sopra per fare incorporare più aria possibile.
Coprire con un telo e lasciare a lievitare per 24 ore*

*io all’ora di pranzo ho dato un’altra impastata
(è molto terapeutico il tutto, scarichi un po’ di tensioni maltrattando la massa 🙂 )

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Estate caldo ricordo!

L’estate è ormai un caldo ricordo…tempo di autunno, di zucche e di cambiamenti!

Il primo è stato l’aver scelto il pane carasau invece delle solite sfoglie per fare le lasagne di zucca.

Il secondo è quello di dare una nuova forma e immagine al blog!

Da oggi saremo sostenibili, fantasiosi e ricicloni non solo in cucina 😉

Ricettina per le lasagne di zucca DueMari:

Stufare la zucca con cipolla, noce moscata, sale&pepe.

Una volta ben cotta schiacciarla con una forchetta. Fare degli strati di crema di zucca alternata con pane carasau e scamorza affumicata. Nell’ultimo strato sbriciolare un foglio di pane carasau  e grattugiare un po’ di ricotta dura.

Lo strato superiore verrà bello croccante 🙂

L.G.

Insegnamelo Tu!

“Chi non ha il suo PIATTO FORTE?!

Il piatto con cui hai conquistato qualcuno, sorpreso la tua famiglia e gli amici, o semplicemente ti sei complimentato con te stesso.

A questo punto nasce Insegnamelo tu!

Condividiamo le esperienze culinarie in un tour gastronomico ospitandoci l’un l’altro.

L’idea è di ritrovarci a casa dell’insegnante d’occasione e imparare a cucinare il suo Piatto forte…

Chi insegnerà si occuperà della spesa e gli alunni/ospiti porteranno qualcosa per completare la cena…

Insomma una buona scusa per cenare insieme e provare cose nuove e soprattutto buone!!!”

Un’idea nata una domenica a pranzo a casa di amici…

Quando si dice che le idee migliori vengono a tavola, mangiando cose buone e con buoni amici!!

Prossimamente foto e ricette…

l. g.

Distanza

Credo si possa riassumere facilmente in una formula matematica la diretta proporzione che sto sperimentando in questi giorni, quella cioè che collega il numero di chilometri che ci separano e la monotona scarsità che caratterizza i miei pasti.
Se non torni presto, il prossimo passo sarà affogare la tristezza in un abbondante piatto di tortellini panna e prosciutto (in questo momento non riesco a trovare niente di peggio, forse potrebbero essere battuti da una scatoletta di tonno al naturale mangiata direttamente dalla scatoletta). Se dovessi fare questo fatidico salto all’indietro negli orrori della cucina anni Ottanta, il blog lo chiudiamo per la vergogna.

g.

I ravioli resistono al bollore?

Primo esperimento di pasta ripiena. La macchinetta “nonna papera” di mia madre riemersa dal lungo letargo in cui era caduta anni fa, le mani nella farina, il ripieno da metterci (una super spigola non di allevamento cotta al cartoccio con le arance, perchè noi ci trattiamo bene), il tocco un po’ azzardato di utilizzare il timo portato dal Libano, la bottarga grattugiata alla fine.

e soprattutto un grande dubbio, che accompagna la preparazione, e che non mi abbandona: ma non si apriranno appena entreranno a contatto con l’acqua bollente?

la risposta è: no! per una sorta di magia alchemica, la pasta non si scolla e resiste. Evviva i ravioli!

g.